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Allattamento e odontoiatria: gestione clinica della paziente (tratto da “Il Dentista Moderno”)

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Per quanto riguarda la gestione della paziente odontoiatrica in stato interessante vi è oramai grande consapevolezza anche da parte della popolazione: le pazienti sanno che, in linea di massima, l’indicazione è di posticipare qualsiasi intervento di tipo elettivo e, ancora di più, evitare il più possibile l’impiego di farmaci e l’esposizione a esami radiografici.

Alla gravidanza segue tuttavia un altro momento delicato, ovvero il puerperio. Si aggiunga il fatto che, proprio per aver lasciato in sospeso alcuni trattamenti, è possibile che a questo punto la paziente torni a rivolgersi all’odontoiatra. Si considerino poi le situazioni di urgenza clinica. Bisogna tenere conto che anche il periodo successivo al parto richiede una gestione accurata e rispettosa di alcune specifiche indicazioni.

A meno di specifiche controindicazioni, l’allattamento al seno è sempre preferibile e consigliato. Il passaggio delle sostanze chimiche al latte materno è regolato in maniera analoga a quanto avviene a livello della barriera emato-encefalica e, durante la gravidanza, della barriera emato-placentare: si parla, difatti, di barriera emato-lattea. Diverse molecole, compresi farmaci eventualmente assunti dalla madre, sono in grado di superare tale ostacolo e, di conseguenza, vanno a concentrarsi nel latte materno. La prima indicazione per il clinico è pertanto di somministrare farmaci non grado di concentrarsi (quantomeno di raggiungere dosi farmacologicamente efficaci) e, pertanto, sicuri. Il farmaco andrebbe peraltro preferibilmente assunto subito dopo l’allattamento, che non dovrebbe essere poi ripetuto per le quattro ore successive, durante le quali la molecola raggiungerà il proprio picco di concentrazione: i farmaci in esame sono tutti a breve emivita.

Le molecole di maggiore impiego in ambito odontoiatrico, soprattutto nella gestione dei quadri di urgenza, sono difatti gli antidolorifici ad azione antinfiammatoria e gli antibiotici, oltre agli anestetici locali usati nel corso del trattamento. Queste ultime molecole sono reputate sicure ai normali dosaggi: nel caso in cui vengano impiegate concentrazioni elevate, è consigliabile fare sostituire alla poppata successiva l’impiego di latte artificiale. Non è controindicata la co-somministrazione del vasocostrittore.

Tra gli antibioticila prima linea (ovvero penicilline e cefalosporine) è considerata sicura, mentre sono controindicati tetracicline (dotate di un forte tropismo per i composti a base di calcio), eritromicina e sulfamidici.

Per quanto riguarda gli antidolorifici, la molecola più sicura, come del resto in gravidanza, è il paracetamolo, mentre i veri e propri FANS richiedono cautela nell’utilizzo. Diverse molecole di questa classe, del resto, trovano sempre meno spazio come antidolorifici a uso odontoiatrico.

Per quanto riguarda gli antinfiammatori di natura steroidea, il prednisone è invece incluso tra le molecole sicure.